Quistello 2022


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Intervento del dott. Stefano Sequino:

 

Il Testo unico del vino (legge 12 dicembre 2016, n. 238), ha ereditato il percorso di dematerializzazione della contabilità obbligatoria: si tratta di un progetto, avviato a livello nazionale con il decreto-legge Campolibero e poi ripreso sotto il profilo tecnico-operativo dal DM 20 marzo 2015, n. 293, che oggi è pienamente a regime per quanto riguarda il registro di cantina e punto di partenza di un più ampio progetto di telematizzazione che riguarda più in generale tutta la contabilità obbligatoria e gli adempimenti di cantina.

In particolare, l’articolo 59 della legge 12 dicembre 2016, n. 238, relativo al coordinamento degli adempimenti amministrativi, dispone l’inserimento in ambito SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) di «tutte le dichiarazioni, informazioni, comunicazioni, autocertificazioni, registri, dati e relativi aggiornamenti che le imprese… sono tenute a fornire in adempimento della normativa vigente, compresa quella relativa alla produzione di vino biologico, nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti, anche privati, cui sono attribuite funzioni di  interesse pubblico, compresi i laboratori di analisi, le strutture autorizzate al controllo dei vini a DOP e IGP, i consorzi e le commissioni di degustazione dei vini a DOP…».

In altri termini, il Testo unico del vino, prendendo atto del registro telematico SIAN come nuovo strumento di lavoro per le imprese vitivinicole, ha sostanzialmente previsto l’evoluzione del sistema avviato con il decreto-legge Campolibero.

Si tratta di un obiettivo ambizioso e in parte realizzato, che evidentemente mira al completo accorpamento, in un unico ambiente telematico, di dati ed informazioni frammentate e nella disponibilità di soggetti pubblici e privati diversi, considerando che attualmente le dichiarazioni obbligatorie di vendemmia e di produzione nonché le dichiarazioni di giacenza al 31 luglio di ciascun anno sono già dematerializzate, cioè compilate e presentate dagli operatori obbligati in forma telematica, tra l’altro sempre nel portale Sistema Informativo Agricolo Nazionale. Così come è oggi possibile l’emissione, solo previa validazione tramite le funzionalità telematiche SIAN, del documento di trasporto vitivinicolo, cosiddetto MVV, in formato elettronico (MVV-E), strumento ancora facoltativo che tuttavia rappresenta un ulteriore segnale del progetto di telematizzazione a cui tende l’iniziativa del legislatore e che, da ultimo, ha riguardato, dopo la dichiarazione di giacenza, il “collegamento” informatico tra il registro telematico di cantina e le dichiarazioni di vendemmia e di produzione vinicola.

In conclusione, la gestione contabile e amministrativa già oggi offre dei dati e delle informazioni che possono essere gestite e diversamente “elaborate” (v. Bollettino Cantina Italia pubblicato mensilmente dal Dipartimento ICQRF del MiPAAF) rispetto al semplice dato cartaceo. Si tratta di un sistema che certamente potrebbe rappresentare il punto di partenza per un’ulteriore evoluzione dell’apparato documentale, utile per contribuire – limitatamente al segmento della vinificazione e dello stoccaggio dei prodotti vitivinicoli – al processo di transizione digitale. Un percorso che potrebbe fornire benefici rispetto alla capacità di controllo (e di autocontrollo) degli operatori nonché della possibilità di analisi e di valutazione dei dati per l’ottenimento di informazioni inedite, orientamenti produttivi e tendenze commerciali.

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