Grinzane Cavour 2022 – Sostenibilita

Enoteca Regionale Piemontese Cavour – Grinzane

Sabato 24 settembre 2022 – ore 9-18

(Castello di Grinzane Cavour)

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Sostenibilità o “Sostemibilità” nel settore vitivinicolo,

nell’era della pandemia e delle sanzioni belliche?

Sustainability or sustain-fearfulness in wine sector,

in Covid-19 and sanctions’ era?


Già negli anni ‘70 si è iniziato a discutere sulla sostenibilità, in relazione allo sfruttamento di manodopera nei paesi in via di sviluppo ed alle crisi ambientali, che già allora evidenziarono la limitatezza delle risorse terrestri, le quali pacificamente necessitano di essere utilizzate in modo intelligente ed oculato, pena la impossibilità di trasferirle responsabilmente integre alle generazioni future.
Adesso la sostenibilità è divenuta oggetto di decisioni internazionali, europee e nazionali.
In proposito, le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno individuate 17 sfaccettature in tema di sostenibilità ed hanno stimolato gli Stati membri, le comunità e le imprese ad assumersene la responsabilità: prima, con regole sanzionatorie disincentivanti (reati ambientali e reati di sfruttamento del lavoro); poi, mediante meccanismi procedurali ed incentivi.
Scopo del convegno è quello di fare chiarezza, sulla base del quadro normativo europeo e italiano, almeno su quattro punti: quali sono i temi cruciali per la sostenibilità della filiera vitivinicola? sono adeguate ed efficaci le regole attuali? come realizzare la sostenibilità in azienda sul piano organizzativo e finanziario, promuovendola verso i consumatori? quali sono i criteri di valutazione della sostenibilità da parte delle autorità di controllo e quali gli strumenti sanzionatori in caso di uso improprio della dizione “vino sostenibile”?
In effetti, la sostenibilità non comporta solo oneri, ma – se perseguita in modo reale – rappresenta anche un’opportunità sul piano del commercio internazionale per i nostri vini ed uno stimolo ad adeguare l’organizzazione aziendale in vista delle sfide future.
La discussione fra giuristi, esperti, funzionari comunitari e nazionali si spera possa contribuire ad elaborare alcune prime risposte, che la rapida evoluzione del panorama socio-economico e giuridico potrà convalidare o smentire.


STREAMING DEL CONVEGNO


Saluti introduttivi (ore 9:00):

    • Roberto Bodrito (Presidente Enoteca Regionale Piemontese Cavour)

    • Dott. Enrico Gennaro (Presidente Accademia Agricoltura)

    • Avv. Stefano Dindo (Presidente UGIVI)



1^ Sessione – Approcci gius-economici alla sostenibilità vitivinicola

Presiede ed introduce ai lavori:  Prof. Oreste Calliano (Docente Jean Monnet di Food Law and Consumer Protection, Università di Torino)

    • Prof. Luciano Bertello (Esperto di storia di Langa e Roero, Animatore culturale) – Dalla sobrietà alla sostenibilità nel mondo agricolo

    • Prof. Ferdinando Albisinni (Presidente AIDA, Universitas Mercatorum, Roma) – Diritto europeo e sostenibilità vitivinicola.

    • Dott.ssa Chiara Bolner (Commissione UE – D.G. Agricoltura – Bruxelles) – Sostenibilità, denominazioni di origine e accordi internazionali.

    • Prof.ssa Chiara Civera (Università di Torino, Coord. Master Food and Beverage Sustainable Entrepreneurship) Strategie di sostenibilità delle imprese vitivinicole


2^ Sessione – Regole e buone prassi per la sostenibilità vitivinicola

Presiede: Avv. Ermenegildo Mario Appiano (Vicepres. UGIVI, Ph.D. in Diritto UE, Foro di Torino)

    • Dott. Stefano Sequino (Resp. Settore Vitivinicolo Confcooperative) – Standard di sostenibilità volontari d’impresa

    • Dott. Alessandro Milanesio (Progetto Emmaus Coop. Sociale) L’inclusione sociale nel settore agricolo quale contributo alla sostenibilità


Pausa pranzo


3^ Sessione – Criticità della sfida per la sostenibilità

Presiede: Avv. Filippo Moreschi (Foro di Mantova)

    • Prof. Vincenzo Gerbi (Docente di Scienza e tecnologia degli alimenti., Università di Torino, Accedemico ordinario dell’Accademia di Agricoltura di Torino) Criticità nella definizione dei requisiti nei protocolli volontari

    • Prof.ssa Erica Varese (Docente di EU Labelling, Univ. di Torino, Accademico ordinario dell’Accademia di Agricoltura di Torino)Evoluzione dell’etichettatura dall’informazione alla sostenibilità

    • Prof.ssa Ilaria Riva (Docente di Dir. privato, Vice-direttrice del Master in Diritto dei mercati agroalimentari, Università di Torino) – Il fenomeno del “greenwashing

    • Avv. Nicola Putignano (Foro di Bari) – I rapporti di lavoro a tempo determinato in agricoltura. Punti critici di sostenibilità.


4^ Sessione – Partners economico-finanziari nella sfida per la sostenibilità

Presiede: Avv. Stefano Dindo, (Presidente UGIVI, Foro di Verona )

    • Avv. Diego Saluzzo (Presidente Commissione UIA sul Diritto Agroalimentare, Foro di Torino) Sostenibilità, Compliance e Governance dell’impresa vitivinicola

    • prof.ssa Elisa Truant (Docente di Economia Aziendale, Università di Torino)Il paradosso della sostenibilità.

    • Dott. Luca Rigotti (Presidente del Gruppo Mezzacorona) – Il bilancio di sostenibilità aziendale.
    • Prof. Piercarlo Rossi (Amministratore Banca d’Alba, Presidente Istituto Universitario di Studi Europei, Università di Torino)PNRR e incentivi alla sostenibilità

    • Dott.ssa Anna Caronna (Reale Mutua Assicurazioni) – Servizi alle PMI per la sostenibilità.


Consegna dei premi “Grinzane Cavour – UGIVI” per lo sviluppo del diritto e delle pratiche vitivinicole

    • alla carriera: Prof. Luigi Costato
    • alla giovane studiosa: Prof.ssa Erica Varese
    • allo studioso di scienze enologiche: Prof. Vincenzo Gerbi




Programma convegno

 

La partecipazione al convegno è aperta a tutti nonché gratuita

Per la partecipazione di persona al convegno, è però necessaria apposita iscrizione, che va presentata entro il 23 settembre 2022 alla segreteria del castello di Grinzane Cavour, trasmettendo il relativo modulo debitamente compilato.

Modulo iscrizione convegno su sostenibilità

Invio adesione al convegno


STREAMING DEL CONVEGNO


Concessi crediti formativi rispettivamente dall’Ordine degli Avvocati di Asti, Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Asti, Assoenologi (solo per partecipazione in presenza fisica).



Programma conviviale


Per prenotazioni alberghiere nella zona di Alba, si suggerisce il “Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero” (Tel. +39.0173/36.25.62)

Per partecipare al programma conviviale, è invece necessario prenotare all’indirizzo email indicato nella relativa locandina (scaricabile usando il pulsante verde sopra disponibile).

 

Castello di Grinzane Cavour, sede UGIVI Piemonte e Valle d'Aosta

Quistello 2022


Relazioni disponibili


 

Intervento del dott. Stefano Sequino:

 

Il Testo unico del vino (legge 12 dicembre 2016, n. 238), ha ereditato il percorso di dematerializzazione della contabilità obbligatoria: si tratta di un progetto, avviato a livello nazionale con il decreto-legge Campolibero e poi ripreso sotto il profilo tecnico-operativo dal DM 20 marzo 2015, n. 293, che oggi è pienamente a regime per quanto riguarda il registro di cantina e punto di partenza di un più ampio progetto di telematizzazione che riguarda più in generale tutta la contabilità obbligatoria e gli adempimenti di cantina.

In particolare, l’articolo 59 della legge 12 dicembre 2016, n. 238, relativo al coordinamento degli adempimenti amministrativi, dispone l’inserimento in ambito SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) di «tutte le dichiarazioni, informazioni, comunicazioni, autocertificazioni, registri, dati e relativi aggiornamenti che le imprese… sono tenute a fornire in adempimento della normativa vigente, compresa quella relativa alla produzione di vino biologico, nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti, anche privati, cui sono attribuite funzioni di  interesse pubblico, compresi i laboratori di analisi, le strutture autorizzate al controllo dei vini a DOP e IGP, i consorzi e le commissioni di degustazione dei vini a DOP…».

In altri termini, il Testo unico del vino, prendendo atto del registro telematico SIAN come nuovo strumento di lavoro per le imprese vitivinicole, ha sostanzialmente previsto l’evoluzione del sistema avviato con il decreto-legge Campolibero.

Si tratta di un obiettivo ambizioso e in parte realizzato, che evidentemente mira al completo accorpamento, in un unico ambiente telematico, di dati ed informazioni frammentate e nella disponibilità di soggetti pubblici e privati diversi, considerando che attualmente le dichiarazioni obbligatorie di vendemmia e di produzione nonché le dichiarazioni di giacenza al 31 luglio di ciascun anno sono già dematerializzate, cioè compilate e presentate dagli operatori obbligati in forma telematica, tra l’altro sempre nel portale Sistema Informativo Agricolo Nazionale. Così come è oggi possibile l’emissione, solo previa validazione tramite le funzionalità telematiche SIAN, del documento di trasporto vitivinicolo, cosiddetto MVV, in formato elettronico (MVV-E), strumento ancora facoltativo che tuttavia rappresenta un ulteriore segnale del progetto di telematizzazione a cui tende l’iniziativa del legislatore e che, da ultimo, ha riguardato, dopo la dichiarazione di giacenza, il “collegamento” informatico tra il registro telematico di cantina e le dichiarazioni di vendemmia e di produzione vinicola.

In conclusione, la gestione contabile e amministrativa già oggi offre dei dati e delle informazioni che possono essere gestite e diversamente “elaborate” (v. Bollettino Cantina Italia pubblicato mensilmente dal Dipartimento ICQRF del MiPAAF) rispetto al semplice dato cartaceo. Si tratta di un sistema che certamente potrebbe rappresentare il punto di partenza per un’ulteriore evoluzione dell’apparato documentale, utile per contribuire – limitatamente al segmento della vinificazione e dello stoccaggio dei prodotti vitivinicoli – al processo di transizione digitale. Un percorso che potrebbe fornire benefici rispetto alla capacità di controllo (e di autocontrollo) degli operatori nonché della possibilità di analisi e di valutazione dei dati per l’ottenimento di informazioni inedite, orientamenti produttivi e tendenze commerciali.

Slides

 

Webinar – Reati agroalimentari

Reati agroalimentari e responsabilità amministrativa degli enti:
assetto normativo attuale e prospettive di riforma


Webinar: giovedì  26 maggio 2021 , dalle ore 18:00  alle ore 19:30



Saluti  – Avv. Stefano Dindo (Presidente Ugivi)


Introduce – Prof. Avv. Oreste Calliano (UGIVI)


Coordina – Avv. Alberto Iadanza (UGIVI)



I reati agroalimentari tra proposte di riforma e istanze abrogatrici

  • Avv. Nicola Menardo (Ugivi)
    Slides

La responsabilità amministrativa degli enti nelle proposte di riforma dei reati agroalimentari

  • Prof. Avv. Sergio Vinciguerra

Videoregistrazione del webinar


 

Etichettatura vini 2021 – le novità in arrivo

Etichettatura vini 2021 – le novità in arrivo


Webinar: giovedì  15 marzo 2021 , dalle ore 18:30  alle ore 19:30



Introduce e coordina – Avv. Stefano Dindo (Presidente Ugivi)


Il sistema di etichettatura del vino, tra norme europee e nazionali

Avv. Marco Giuri  (Ugivi)


L’elenco degli ingredienti e l’etichettatura nutrizionale: tempi e prospettive

Dott. Stefano Sequino (Ugivi)

Slides

Lavori riforma PAC post-2020

Piano europeo per la lotta contro il cancro





 

T.A.R. Abruzzo – Pescara, sentenza 3 maggio 2018, n. 151

 

 

Vini IGP qualificati con il nome della varietà di vite.

Limiti alla possibilità di “taglio” con altri vini.

 

Con la sentenza 3 maggio 2018, n. 151, il T.A.R. Abruzzo – Pescara è intervenuto sul delicato tema del “taglio” dei vini IGP “varietali”, precisando i limiti entro i quali possono essere utilizzati, nell’assemblaggio, vini ottenuti da uve di varietà diversa da quella indicata in etichetta.

 

SULL’OGGETTO DEL CONTENZIOSO.

La controversia nasceva a seguito dei provvedimenti con i quali l’Organismo di controllo di una denominazione IGP contestava le “non conformità gravi” di alcune partite di vino, disponendone di conseguenza il declassamento.

Ciò, in quanto nel prodotto finito veniva riscontrata una “percentuale del solo 72% della varietà proveniente dall’areale di produzione e non dell’85% come previsto dalla Regolamento Ce 607/2009 art. 62 par. 1 lett. c punto 1 e dalla circolare Mipaaf del 25.07.2012 n. 16991 par. 3 punto b” (punto 3 della sentenza, I capoverso).

La pronuncia non si sofferma ulteriormente sulle ragioni di tale “non conformità”.

Si può comunque presumere che il vino IGP, recante indicazione della varietà di vite “pinot grigio”, fosse ottenuto a seguito di diversi assemblaggi e, precisamente:

  • un primo taglio con uve di altra varietà provenienti dalla zona di produzione IGP, tale da ottenere un prodotto con almeno l’85% di uva “pinot grigio”;
  • un secondo taglio con uve di varietà “pinot grigio” provenienti da zone diverse da quella IGP, tale da ottenere un prodotto con almeno l’85% di uva dell’areale IGP.

È da ritenere, quindi, che il risultato finale dei tagli fosse un vino costituito per almeno l’85% da une “pinot grigio” e per almeno l’85% da uve vendemmiate nella zona IGP, nel quale, tuttavia, le uve “pinot grigio” provenienti dalla zona IGP rappresentavano solo il 72% della materia prima.

Il Giudice amministrativo ha definito la vertenza respingendo il ricorso e confermando la legittimità dei provvedimenti impugnati, secondo i quali almeno il vino IGP avrebbe dovuto essere ottenuto con almeno l’85% di uve “pinot grigio” provenienti dalla zona IGP.

Non può che consigliarsi la lettura integrale del testo (allegato in calce), stante l’interesse delle questioni affrontate per la materia del diritto vitivinicolo.

Di seguito, ci si limiterò soltanto ad accennare alle due principali tematiche sviluppate nella sentenza.

 

SULLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

In primo luogo, il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza della giurisdizione amministrativa sulle domande svolte in causa, in ragione della natura pubblicistica dei provvedimenti resi dall’Organismo di controllo.

Richiamando alcune precedenti prese di posizione dei Giudici amministravi, è stato difatti confermato che gli Organismi di controllo sulle produzioni DOP e IGP, essendo incaricati dal Ministero e soggetti alla vigilanza dell’Autorità pubblica, devono considerarsi come enti privati esercenti pubbliche funzioni.

Ciò premesso, “è evidente che il sistema di controlli affidato all’organismo di certificazione, anche nella parte relativa alla valutazione della conformità o non conformità del prodotto alle caratteristiche prescritte dal disciplinare, è finalisticamente orientato alla tutela di superiori interessi pubblici e precisamente a salvaguardare l’interesse dei consumatori dal non essere ingannati sull’origine, sulle peculiarità e caratteristiche dei prodotti, sulla loro rispettiva connessione con la zona geografica di provenienza, e salvaguarda l’interesse degli imprenditori a concorrere sul mercato in condizioni di parità, e senza incorrere nel rischio di comportamenti che possano in qualche modo inquinare o compromettere la genuinità del marchio” (punto 2.1, penultimo capoverso).

 

SUI LIMITI AL TAGLIO CON UVE DI VARIETÀ DIVERSA.

Nel merito del ricorso, il T.A.R. Abruzzo ha legittimato la posizione assunta dall’Organismo di controllo, secondo la quale i vini ad IGP, qualora sull’etichetta venga riportato il nome di un vitigno, devono essere ottenuti per almeno l’85% da uve che, oltre ad appartenere a tale varietà, provengano anche dalla zona di produzione IGP.

È stata così confermata l’interpretazione della normativa europea già in precedenza espressa dal Ministero delle Politiche Agricole con circolare esplicativa prot. n. 16991 dd. 25 luglio 2012 (allegata in calce): “conformemente al parere espresso dal Comitato Nazionale per la tutela e la valorizzazione dei vini DO e IGT in data 20 luglio 2011, per i vini a IGT qualificati con il nome di un vitigno le partite di vino – risultanti dal taglio e come tali pronte per l’immissione al consumo – devono essere ottenute per almeno l’85% da uve del corrispondente vitigno prodotte nella zona di produzione delimitata della relativa IGT“.

In realtà, a parere di chi scrive, l’interpretazione offerta dal Giudice abruzzese risulta, quantomeno, opinabile.

Le norme europee di riferimento, infatti, non sembrano condurre a vincoli tanto restrittivi, limitandosi a stabilire quanto segue:

  • secondo l’articolo 3, comma 1, lettera b), punto ii) del regolamento (UE) n. 1308/2013, le uve da cui è ottenuto un vino IGP devono provenire per almeno l’85% esclusivamente dalla zona geografica delimitata;
  • secondo l’articolo 62, paragrafo 1, lettera c), punto 1 del regolamento (CE) n. 607/2009, “per i prodotti a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta o recanti un’indicazione geografica di un paese terzo, i nomi delle varietà di uve da vino o i loro sinonimi possono essere indicati purché: qualora sia nominato solo un vitigno o un suo sinonimo, almeno l’85 % del prodotto sia stato ottenuto da uve di tale varietà”.

Dunque, con riferimento ai vini IGP recanti indicazione del vitigno, per quanto qui rileva, sono previsti esclusivamente i seguenti obblighi:

  • da un lato, l’utilizzo di uve provenienti per almeno l’85% dalla zona IGP, con conseguente facoltà di impiegare il 15% di uve da fuori zona;
  • d’altro lato, l’obbligo che almeno l’85% del vino sia ricavato da uve della varietà indicata, con conseguente facoltà di “taglio” con vini di uve diverse in misura non superiore al 15%.

In definitiva – diversamente da quanto ritenuto dal Tribunale di Pescara – dalla disciplina sopra citata non pare emergere alcun divieto specifico all’utilizzo di uve di varietà diversa da quella indicata vendemmiate fuori dalla zona IGP (a condizione che almeno l’85% delle uve complessive impiegate provenga da tale zona).

 

 

Stefano Senatore

Vinitaly 2016

“Seminario di aggiornamento per le imprese vitivinicole”, tenutosi all’interno di Vinitaly a Verona, domenica 10 aprile 2016, sui seguenti temi:



La nuova legge sul vino e l’intento semplificatorio
→ avv. Pietro Caviglia (Presidente UGIVI)


Export del vino in Cina: problematiche giuridiche attuali
→ cav. Armando Tschang (Agenzia per la Cina – Milano)


Aspetti giuridici del “risk management” per le imprese vitivinicole.
→ prof. avv. Oreste Calliano (Università di Torino)
→ avv. Diego Saluzzo (Torino)


La disciplina del vino biologico (relazione)

Quale tutela per le denominazioni di origine negli Usa dopo i futuri accordi TTIP? (comunicazione)

avv. Ermenegildo Mario Appiano (Torino)


Problemi fiscali ricorrenti nell’esportazione del vino.
→ avv. Pietro Mastellone (Firenze)


Reati ambientali e la disciplina dei rifiuti delle imprese vitivinicole
→ avv. Alberto Iadanza (Verona)


I contratti collettivi di prossimità nel lavoro agricolo
→ avv. Nicola Putignano (Bari)


Le ultime mosse del legislatore di Bruxelles.
→ dott. Antonio Rossi (Milano)


Export Vini negli USA
→ avv. Cristina Franco (Torino)




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